29.11.08

On 30/09/2008 Greg Cartwright posted this message on the Goner Message Board.

"I've gotten a few emails asking about this and I figured it was only a matter of time before someone else posted about it so I'll let the cat outta the bag. The Gories and the Oblivians are currently working on booking some shows for next summer. One in Memphis, one in Detroit and two weeks in Europe. I'll post more when the dates become solid."

I say... FUCK YEAH ! ! !

9.4.08

Life Goes On

Entro in un bar di Vigolzone.

"Una Moretti da 66 per favore."

"Non ce l'abbiamo."

"Due da 33 allora."

Risate registrate.

8.1.08

La Bëtla!

Paolino, fisico, aspetto e modi da boscaiolo nonostante i suoi 11 anni, entra nel bar sul lato opposto della Strada Provinciale 654 rispetto al Consorzio Agrario di Bettola insieme al papà, il quale, senza indugiare un secondo, offre un giro di bianchi agli amici al bancone.

Papà: "Paulèi, cus vöt da bev?"
Paolino: "Dam una spüma, và!"

Paolino, nonostante i suoi 11 anni, parla un dialetto che nemmeno un vecchio che non si è mai spinto oltre la piazza del paese per tutta la sua vita saprebbe riprodurre.

Paolino si siede in disparte, apre la Libertà sul tavolino davanti a se' e cosa fa? Cosa fa Paolino, nonostante i suoi 11 anni!? Inizia a leggere e commentare ad alta voce la celeberrima pagina dei morti.

Di lì a poco Paolino, 11 anni e 90 chili di bambino bettolese, in coppia con la moglie del gestore, distrugge a briscola scoperta due giocatori abituali del posto.

A questo punto sta a voi sforzarvi di immaginare il tipico settantenne di Bettola…

11.10.07

2 EYES FOR 1 EYE

Se vuoi che ti lascino in pace, devi dimostrare di essere disposto a tutto; devi sempre rispondere agli attacchi con il doppio della violenza di chi ti minaccia.

25.9.07

JOB OPPORTUNITIES

Io sono un operatore. Un operatore che opera nel settore dei servizi finanziari. Il mio lavoro consiste nel fissare un monitor per svariate ore del giorno e della notte ed avvertire una o più entità superiori nel caso in cui qualcosa non vada per il verso giusto. Eseguo controlli. Tutti i giorni. Sempre agli stessi maledetti orari. Osservo icone colorate. Icone verdi. Icone rosse. Sono una fotocellula in carne ed ossa. Sono una stupida appendice del sistema informatico della mia azienda. Sono uno spettatore non pagante del circo della finanza del Bel Paese. Loro la chiamano: Information Technology Production Supervision. Io mi sento come Lino Banfi nella scena del Dr. Thomas in Vieni Avanti Cretino ("Zufolando nell'avvisatore lei attiva un circuito y di rigore...").

Il mio approccio al terminale 3270 è molto simile a quello di un giocatore di videopoker, con l'unica differenza che i soldi che vedo girare sugli schermi che mi circondano non sono i miei e mai lo potranno essere. Tutto deve muoversi. I titoli. Il denaro. E' il sistema che lo richiede. E la mia azienda, che in questo sistema ci sta dentro fino al collo, non può permettersi di fare brutte figure.

L'aspetto più interessante (ed allo stesso tempo grottesco) della faccenda è che per svolgere i miei compiti non sono necessarie capacità o competenze di alcun tipo. La sequenza del DNA di uno scimpanzè differisce soltanto dell'1,2% da quella dell'uomo ma rappresenta il bagaglio genetico indispensabile che consente ad un operatore di operare correttamente. La mia fortuna e quella dei miei colleghi (se di fortuna si può parlare) è rappresentata dal fatto che difficilmente la mia azienda andrà a caccia di scimmie nelle foreste del pianeta, fino a quando ci saranno per le strade migliaia di laureati allo sbando e disposti a caricare e scaricare cassette di frutta e verdura all'ortomercato in cambio di una stretta di mano.

Un buon operatore non pensa. Il 99% di ciò che avviene tra la timbratura in entrata e la timbratura in uscita non lo riguarda minimamente. COME viene risolto il problema NON è affar suo. QUANDO viene risolto il problema NON è affar suo. DA CHI viene risolto il problema NON è affar suo. Un buon operatore sa che i problemi si dividono in due categorie: quelli che ci sono e quelli che non ci sono. Se è ROSSO, ci sono. Se è VERDE, non ci sono. Stop.

Sono sicuro che, se morisse un operatore, continuerebbe comunque a percepire il suo stipendio per qualche mese dopo il decesso, tante sono la sua rilevanza e la sua visibilità all'interno dell'organigramma aziendale.

A questo punto molti di voi si saranno chiesti a cosa serve REALMENTE un operatore. Bene. Al di là delle apparenze, è importante sapere che ciascun operatore ricopre un ruolo assolutamente cruciale. Sto parlando del ruolo di CAPRO ESPIATORIO. In pratica, se qualcosa va a puttane e non si riesce a stabilire con esattezza di chi sia la colpa, fa sempre comodo dire che qualcuno non si sia accorto del problema oppure se ne sia accorto in ritardo.

E' questo il motivo per cui non esistono operatori innocenti.

Se si scavasse più a fondo, probabilmente si scoprirebbe che l'unica vera ragione dell'esistenza degli operatori è quella di giustificare una struttura a dir poco fantozziana, costituita da capi, capetti e grandi capi che, non essendo in grado di fare alcunchè se non comandare, per sopravvivere hanno bisogno di avere sotto di se' un branco di esseri viventi le cui mansioni devono necessariamente risultare il più semplici/innoque/inutili possibile.

Ci sono domande?

11.6.07

UBRIACO SI ADDORMENTA APPOGGIATO AL CLACSON

Un lungo e fastidioso suono di clacson ha allarmato la notte scorsa i residenti di Mistadello, dalle parti di Castione di Ponte Dell'Olio. Era un 30enne pontolliese ubriaco che, come appurato dai carabinieri, si era addormentato sul clacson della sua auto. I militari lo hanno svegliato e invitato a chiamare un amico che lo riportasse a casa.

Articolo tratto da pagina 18 di LIBERTA' del 27/05/07.

8.1.06

Go Pill Popper ! ! !

3.1.06

Se tu ascoltassi certe canzoni gospel con la giusta disposizione d’animo, ti spaventeresti così tanto da correre in chiesa a pregare. Per me questa cosa è meravigliosa. Significa che hai veramente raggiunto il tuo obiettivo. Tu parti con l’idea di fare un disco che piaccia alla gente ma se il risultato è così entusiasmante da far dire a qualcuno “Devo darmi una regolata… Sono cattivo come il ragazzo di questa canzone…” allora è successo qualcosa di assolutamente straordinario.

Sono le parole di Greg Cartwright (per molti ancora Greg Oblivian), chiamato a spiegare durante una breve intervista del 1998 le ragioni che hanno spinto gli Oblivians a registrare l’album …Play 9 Songs With Mr. Quintron.

Greg sta alludendo al fatto che la musica gospel ha una duplice missione. In primo luogo, pregare Dio attraverso le canzoni, elevando così gli spiriti del coro e del pubblico verso il Paradiso. In secondo luogo, rivolgersi ai peccatori e ai miscredenti, offrendo loro la salvezza nel Signore. Ed è proprio quest’ultima la parte più difficile. Non potrai mai sapere quale sarà la strategia vincente. Se la paura della dannazione eterna o il caldo abbraccio dell’amore di Dio. In entrambi i casi la musica gospel offre una via d’uscita da una certa condizione dell’anima e/o da un certo stile di vita e, sotto questo punto di vista, non è poi così distante dalla musica suonata per anni dagli Oblivians, che, per quanto primitiva, sgangherata, becera e offensiva per ignoranza e trivialità possa essere stata, ha sempre avuto in se’ qualcosa che è tremendamente raro trovare altrove: il soul. Gli Oblivians parlavano direttamente all’anima delle persone e riuscivano a farlo con un’energia selvaggia e primordiale del tutto comparabile a quella che accompagnò i predicatori e i mostri sacri del gospel degli anni ’40 e ’50, come Reverend Utah Smith o Reverend Louis Overstreet.

Da sempre il blues, il rhythm & blues e il rock ‘n’ roll, musiche terrene, sporche e maledette, chiamano a raccolta e offrono riparo ai malcontenti e ai disturbati, danno accoglienza e forniscono risposte agli strambi e ai disadattati. La religione predicata dagli Oblivians, dai loro predecessori e dai loro figli bastardi, richiede una fede davvero senza limiti. La via del rock ‘n’ roll, infatti, non è così illuminata e rassicurante come quella indicata dalla Chiesa. Devi essere pronto a farti spingere per terra, essere calpestato, preso a calci e magari lasciato strisciare nel fango. Qua la salvezza si paga in anticipo e spesso a caro prezzo…

Gli Oblivians venerarono e adorarono incondizionatamente i miti del punk e del blues, contribuendo in maniera decisiva a mantenere inalterata tutta la loro crudezza, indecenza e pericolosità nel corso degli anni ‘90. Le loro prime canzoni erano popolate da giovani stronzi ubriachi che hanno voglia soltanto di scopare e vecchi falliti ancora più ubriachi ossessionati dall’idea di uccidere le loro mogli infedeli. C’era comunque qualcosa di più che squallide rappresentazioni del White Trash nella musica degli Oblivians. Greg, Jack ed Eric avevano una distinta sensibilità per la melodia e forti radici nella tradizione musicale del Sud degli Stati Uniti che si combinarono felicemente con il loro suono deliberatamente grezzo e caotico. I ragazzi si alternavano continuamente alla voce, alla chitarra e alla batteria e amplificavano e distorcevano i suoni a livelli a dir poco demenziali. Ed è con la stessa attitudine che diedero alla luce …Play 9 Songs With Mr. Quintron, album che mise insieme il sacro, il profano e l’assurdo in una selezione di canzoni gospel tradizionali e originali, suonate però con la perversione del blues e la bassa fedeltà del punk.

…Play 9 Songs With Mr. Quintron fu registrato interamente al Cotton Row Studio di Memphis il 3 Gennaio del 1997. Gli Oblivians furono accompagnati all’organo da quel pazzoide di Mr. Quintron, giunto in autobus da New Orleans per l’occasione senza avere la minima idea di cosa lo stesse aspettando, dato che la cassetta con su i pezzi che avrebbe dovuto suonare, speditagli in anticipo, andò persa. Ciascun pezzo fu registrato in presa diretta e sul momento la band si disinteressò del risultato, mettendosi totalmente nelle mani dell’ingegnere del suono Steve Moller. Nessuna operazione di mixing. Nessuna reale produzione.

L’album, realizzato nel Luglio del 1997 (poco prima dello scioglimento della band), è una vera bomba.

Feel All Right, il pezzo di apertura, ha l’incalzare di un treno in corsa ed esprime tutta l’urgenza e la passione con cui gli Oblivians si avvicinarono al mondo del gospel. A metà canzone l’intensità diminuisce per lasciare spazio al messaggio.

God are you up there? I know you’ve got a purpose for me. Just tell me what you want me to do. You know I'm just your pawn. I wanna do your biddin'… On the earth… Spread the Word… You know I will. Tell me what you feel. I wanna know. I wanna know! I wanna know. I WANNA KNOW!

Non è più scopando una puttana, attaccandosi alla bottiglia o impugnando una pistola che si sistemano le cose.

When I talk to him at night, Lord, it makes everything feel all right.

Live The Life è un pezzo gospel tradizionale che, nelle mani degli Oblivians, si carica di un nuovo significato.

I'm going to live the life I sing about in my song
I always stand for the right to show the wrong
'Cause you can't go to church, child now, sing all day Sunday
And go out and get drunk and greet the Devil all on Monday
You've got to live the life you sing about in your song


Devi vivere la vita che canti nella tua canzone. La cosa fa abbastanza sorridere se si pensa ai testi delle canzoni di album come Soul Food o Popular Favorites…

Impressionanti l’incedere marziale di I May Be Gone (Blind Charles White/Oblivians) e il suo coro sguaiato e feroce.

Oh before this time
Another year
I may be gone
In some lonesome graveyard
Oh Lord how long?


I Don’t Wanna Live Alone, rabbioso e devastante chaos ‘n’ roll di vecchio stampo, è seguito da Final Stretch, inno lugubre ma speranzoso rivolto al Signore che ci assiste sul letto di morte. Qua l’atmosfera si fa solenne. All’intensa, sofferta e a tratti disperata interpretazione vocale di Greg fa da contrappunto il suono cupo e pesantemente distorto dell’organo di Mr. Quintron.

I'm not
So tired
Anymore
I know
He's
Going to watch over me
On the final stretch


What’s The Matter Now è un’altra perla della tradizione gospel interpretata dagli Oblivians con fervore incendiario. Giro di chitarra semplice e ossessivo, organo malsano e ritmo spacca ossa. La voce di Greg, spiritata e ipnotica, è quella di un pastore di anime che riporta le pecorelle smarrite all’ovile a calci nel culo!

Now People Don't Sing Like They Used To Sing
What’s The Matter Now?


Ride That Train, invito a salire sul treno del Signore, è un pezzo dotato di una forza persuasiva travolgente e un finale in crescendo da paura. If Mother Knew è un viaggio spaventoso nell’aldilà, mentre Mary Lou (Jesse Young & Sam Ling), a chiusura dell’album, suona sia come un monito sia come un inno alla gioia del peccato.

20.12.05

"La Chiesa uccide coll'onda".

Non "con l'onda".

"La Chiesa uccide coll'onda".

E' la strana scritta in vernice bianca che ricorreva insistentemente per le strade del centro storico milanese fino a qualche anno fa. Una frase ripetuta con una precisione quasi maniacale, con la dedizione e la costanza di un bambino che ha appena imparato a fare una cosa e non riesce a smettere di farla per mostrare a tutti quanto è bravo. Pochi caratteri in stampatello, lasciati sui muri dei palazzi o sull'asfalto con tratto pulito e sicuro, seguiti da una sigla di due lettere soltanto: C.T.

Che fine ha fatto C.T.? Che fine ha fatto il profeta barbone che voleva salvare Milano? Che fine hanno fatto i suoi cani, il suo triciclo a pedali, le sue cianfrusaglie?

Io ho sempre creduto in lui.

28.3.03

Andy Milonakis è il vero erede di Bob Dylan.

Andy Milonakis - The Superbowl is Gay

27.3.03



Mia nonna, nonostante i suoi 92 anni, è ancora capace di stupirmi con idee assolutamente geniali. Sabato scorso, ad esempio, ho scoperto che LEI ha la soluzione alla guerra in Iraq. Roba forte... Roba che il Segretario Generale dell'ONU Kofi Annan, a confronto, ci fa la figura dell'amministratore del mio condominio... OK, siete pronti!? Mia nonna propone un incontro di wrestling tra George Bush e Saddam Hussein! E sapete cosa dico io? Io dico che mia nonna ha ragione: CELEBRITY DEATH MATCH IS THE ANSWER! Vabbè, già che ci sono, dico la mia su quello che sta succedendo da qualche giorno a questa parte a Bagdad e dintorni. E lo faccio a modo mio, cioè in maniera assolutamente superficiale ed ignorante. La mia posizione sulla guerra non è molto diversa da quella espressa da Pierce Miller, uno dei militari USA fatti prigionieri dall'esercito iracheno.

D. Perchè sei venuto?
R. Mi hanno detto di venire qui, ho ricevuto ordini.
D. Sei venuto per uccidere il popolo iracheno?
R. Mi hanno sparato, io ho risposto. Non volevo uccidere nessuno.
D. Come vedi l'esercito del popolo iracheno?
R. Io non lo disturbo, lui non mi disturba.
D. Da dove vieni?
R. Kansas.
D. Qual'è il tuo nome?
R. Pierce Miller, soldato di prima classe.
D. Perchè sei venuto in Iraq?
R. Perchè mi hanno detto di venire qui.


Giustissimo. Io non lo disturbo, lui non mi disturba. Con la piccola differenza che Pierce Miller è entrato nell'esercito, "ha eseguto gli ordini" e ha lasciato il Kansas per partecipare all'invasione dell'Iraq, mentre io, che sono un obiettore di coscienza, andrò a fare qualche lavoretto nel Comune della mia città, eviterò inutili spargimenti di sangue e soprattutto farò un sacco di fotocopie! Povero Pierce... Probabilmente lui pensava che tutte quelle bombe non avrebbero disturbato alcun Iracheno...

Qua sotto ho messo la traduzione di una parte della lettera che Michael Moore ha spedito al presidente Bush pochi giorni prima dello scoppio della guerra. Niente male...

Virtualmente non c’è NESSUNO in America (esclusi alcuni pazzi che parlano alla radio e Fox News) che sia entusiasta di andare in guerra. Credimi su questo punto. Esci dalla Casa Bianca, scendi in qualsiasi strada d’America e prova a trovare cinque persone che siano DESIDEROSE di voler uccidere gli Iracheni. NON LI TROVERAI! Perché? Perché NESSUN Iracheno è mai venuto qui a uccidere qualcuno di noi! Nessun Iracheno ha mai minacciato di farlo. Perché vedi, questo è il modo in cui pensiamo noi Americani medi: se qualcosa o qualcuno non è percepito come una minaccia per le nostre vite, allora, che tu ci creda o no, noi non lo vogliamo uccidere! Buffo no, come funziona!?

A proposito, Bowling For Columbine ha vinto l'Oscar come miglior documentario e la cosa non può che farmi piacere.

26.3.03

Info Black
Your Heart is Black


What Color is Your Heart?
brought to you by Quizilla

24.2.03

DANGEROUS CHICKENS live @ ARCI TAUN (FIDENZA) - 08/02/2003. Una quindicina di giorni fa, all'Arci Taun di Fidenza, nel cuore della fredda ed arida steppa emiliana, ho assistito ad una delle rarissime esibizioni italiane di questo super duo di La Spezia, formato da Manuel (aka Bill Stoner - batteria) e da Max (aka Honey Slim - chitarra e voce).

Il gruppo è reduce da una data al The Pit's, lo storico locale di Kortrijk in Belgio che da oltre 15 anni diffonde il verbo del r'n'r (date voi stessi un'occhiata alle band che sono passate da quelle parti). Salgono sul palco con fare timido e distaccato. Due distintivi luccicanti sul petto in bella vista. Strumentazione a dir poco minimale. In pochi avrebbero potuto immaginare ciò che di lì a poco sarebbe successo... 45 tiratissimi minuti del più devastante e incendiario blues r'n'r che abbia mai sentito suonare dalle nostre parti! Un pezzo dopo l'altro, senza respiro. Bill è potente e preciso, Honey tormenta le corde della sua diavoletto con una rabbia impetuosa e indiscriminata. In loro c'è passione e si sente. C'è spazio anche per una cover di Dee Dee Ramone (Chinese Bitch) ed una degli AC/DC (Hi Voltage). I pochi (maledettamente fortunati) presenti li richiamano sul palco per i bis (Honey rivelerà poi che non gli era mai successo prima)!

Un po' di storia. I Dangerous Chickens nascono nel 1999 come side project di Manuel, il batterista dei Manges, accompagnato da Max, che dopo essere stato impegnato tra i tardi anni '80 e i primi anni '90 in due progetti, gli Spasmo (HC) e i Children's Channel (noise), suona la chitarra per 5 anni negli stessi Manges (che lascia nel 2000). Il primo 7'' dei DC risale all'aprile del 2000 e viene prodotto dalla alessandrina Bad Man Records di Greg Bellone: 4 pezzi di lo-fi blues rock 'n' roll distillato al 100% con voce filtrata da un megafono (!). Nel 2002 esce il 10'' Good Cop, sempre su Bad Man Records: copertina eccezionale, poster a colori 50 x 50 cm e soprattutto 8 pezzi che parlano di sbirri, macchine e sgualdrine, tra Oblivians e AC/DC, registrati in presa diretta... Cosa significa tutto ciò? Significa che tu metti un cazzo di registratore lì in mezzo, se ti va qualche altro microfono e spari il tuo r'n'r come un condannato a morte che scopa prima di finire dritto dritto sulla sedia elettrica!

Per quel poco che ho avuto modo di parlare con loro, posso dire che sono due ragazzi in gamba. Persone semplicissime, con le loro vite, le loro famiglie, i loro lavori, che sul palco si trasformano e suonano come delle furie. Poi uno come Honey Slim che sul retro del 10'' dedica il pezzo "All I Want Is Just R'N'R" alle sue due figlie Melissa e Rudy non può che avere tutta la mia stima.

Pensavo che certi gruppi potessero nascere solo a Detroit o a Memphis... Mi sbagliavo!

Saluto e ringrazio i miei compagni di viaggio Alessio, Michela e Valentina.

17.2.03

Ninja Terminator (1985). Un film pazzesco. Un film capace di fare bestemmiare per ore e ore anche il più invasato amante del genere. Un film che mi ha fatto rimpiangere i bei tempi in cui la programmazione notturna delle TV locali era ancora in grado di regalare cose davvero mai viste.

La trama è di una banalità sconcertante. Una statuetta d’oro, composta da tre parti, che racchiude in sé il potere divino dell’Impero Ninja. Tre ninja, ciascuno dei quali in possesso di una delle tre parti, che fanno di tutto per ricomporre la suddetta statuetta ed ottenere così l’invincibilità. La cosa assurda è che la trama viene sviluppata nel corso di non più del 30% della durata della pellicola! Tutto il resto è un ammasso totalmente casuale di violenza, arti marziali, travestimenti, inseguimenti e personaggi che hanno dell’incredibile: Jaguar Wong (il fichissimo detective dell’Interpol, che nella sua figura unisce le movenze di Bruce Lee alla classe di Arthur Fonzarelli), Tiger Chan (il maestro cattivo: risata isterica, baffi enormi e parrucca biondo platino a la Raffaella Carrà), Michiko (la solita ragazza messa lì giusto per essere rapita e successivamente liberata), solo per citarne alcuni… I dialoghi sono di un’ottusità sbalorditiva, contrari a qualsiasi logica, incoerenti o assolutamente contraddittori, quasi sempre pervasi da un pathos così innaturale da reggere il confronto con la peggior soap opera del pianeta! I combattimenti sono numerosi e basta veramente poco per scatenarli. Insomma, roba tipo “Sto cercando un ristorante...” “Oh, sì? Ora morirai!” e giù mazzate! Comunque devo ammettere che gli attori, quando si tratta di gonfiarsi di botte, sanno il fatto loro e hanno un certo stile. Non mi pare che le scene vengano velocizzate, anche se i suoni che accompagnano i colpi hanno un volume mostruosamente alto! La colonna sonora è tamarra al punto giusto.

E’ impossibile non restare annichiliti di fronte al susseguirsi di una tale moltitudine di immagini e situazioni ai confini della realtà. Voglio dire… Da quando in qua i ninja hanno gli occhi truccati? Come cazzo fa un ninja ad avere in casa un telefono arancione a forma di… Garfield!? Se una bomba è ad orologeria, com’è possibile che venga azionata da un telecomando a distanza (“Spazzerà via tutti i miei nemici?” “Oserei dire fino al cielo…”)? Perché mai un ninja dovrebbe essere spaventato dai piccoli robot che portano i messaggi del maestro cattivo quando questi ultimi sono in realtà dei semplici giocattoli a pile che scorrazzano sul pavimento della sua stanza? In quale altro film si può osservare un ninja che, dopo avere pestato a sangue il suo rivale, effettua un salto di circa tre metri giù da una ringhiera per finirlo, trivellando la sabbia della spiaggia su cui atterra, rimanendovi incastrato per metà e venendo così ucciso da un unico pugno alla testa? Per quale strana ragione nel corso del duello finale uno dei tre ninja si fa esplodere? E così via… Senza alcun senso!

Il regista di questo capolavoro, Godfrey Ho, mostra fin troppo bene di sapere che la serie B bisogna guadagnarsela sul campo e tira fuori un film talmente del cazzo che ridefinisce il concetto stesso di film del cazzo. Io non ho dubbi: 5 stelline!

Beh, cosa state aspettando ad andare nel vostro negozietto di fiducia per noleggiare la videocassetta e molestare il vostro cervello con una dose imbarazzante di pura stupidità ninja!? E ricordate… Quando gli ultimi tre ninja combattono... Solo uno sopravviverà!

14.2.03

CRIPPLE BASTARDS - IL SENTIMENTO NON E' AMORE

Il sentimento non è amore,
è solo guadagno di sicurezze
...perso nell'ombra di una convinzione
pietrificata negli anni da parole,
impressioni, voci dipinte sulle tenebre.
Il sentimento non è amore
pretendo qualcosa di più.
Il sentimento non è amore
pretendo qualcosa di più.


...il tuo vivere bene si sdoppia a coltellate,
rassegnato ad animale di gruppo - diventi pietoso.
...il vostro vivere insieme è una malattia forzata,
tolte le abitudini crollano le soddisfazioni.


Il sentimento non è amore,
è stare in gabbia con un altro. Morto.
Il sentimento non è amore,
ma uno scambio di paure.


...avvinghiato ad un ombra
per assicurarti che sei normale.
...chiuso fuori da te stesso
per condividere la gioia di vivere il vuoto nel marcio.
Contemplarla.
Il mio sentimento non è amore,
va molto più in là.
Cambia ogni istante,
non abbraccia nessuno.